
Sono secoli che mi diverto a collegare le somiglianze e parallelismi tra vita politica e calcio.
Gli intrecci peraltro sono stretti, strettissimi, basti pensare a Berlusconi, Abete, Geronzi, Guido Rossi, Carraro.
Ma l’assonanza tra le due sentenze di questi giorni tra il processo SME e l’inchiesta sulle plusvalenze di Milan e Inter non può lasciarmi indifferente.
“I fatti non sono più previsti dalla legge come reato”. Con questa formula i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano ieri hanno prosciolto Silvio Berlusconi dall’accusa di falso in bilancio
Stamani, il gup di Milano ha prosciolto Milan e Inter perchè “il fatto non costituisce più reato”.
(a dire il vero le prime notizie, e TGCOM ne è la prova, dicevano che il fatto non sussiste).
Del processo SME più o meno tutti sappiamo cosa sia successo, delle plusvalenze tra Milan e Inter invece, la cosa “ovviamente” è passata in sordina.
Nella pratica, le due squadre si sono vendute reciprocamente emeriti sconosciuti giocatori, a cifre astronomiche. Portieri di serie C2 che mai hanno fatto comparsa nemmeno agli allenamenti, pagati quanto un campione del mondo. Tutto questo per far momentaneamente quadrare i bilanci in perdita che avrebbero costretto la COVISOC a non ammettere le squadre al campionato di serie A, come successo per la Fiorentina nel 2002, tanto per fare un esempio.
Il pubblico ministero Carlo Nocerino dice testualmente «L’equilibrio finanziario sarebbe saltato se la società avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l’Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Co�visoc per l’iscrizione al campionato 2005-2006».
Le Plusvalenze di Inter e Milan
Il triste epilogo
TGCom la disinformazione
Il fatto non costituisce reato
Viene da chideresi cosa succede ad un cittadino, se nel fare il 730 dichiara il falso…