Riparte il campionato: ma io mi fermo
Sono passati ben ventitre anni dalla prima volta che sono entrato allo stadio. Avevo appena tredici anni e si giocava un Fiorentia - Atalanta. L’anno dopo andai allo stadio per tutta la stagione comprando i biglietti, dalla stagione successiva, ho sempre avuto l’abbonamento in curva. Quest’anno, ho deciso di non rinnovare l’abbonamento e starmene a casa, ascoltarmi la partita raccontata dal buon Guetta, oppure guardarmenla in TV.
I motivi principali, sono legati a quello che è successo questa estate, e quello che non è successo invece al termine dell’ennesima farsa.
Quelli che pagano in questa brutta storia sono i tifosi, e basta, ed io non ho intenzione di pagare ulteriormente. Ora basta.
Penso di aver dato abbastanza in ventitre anni, due Serie B con relative retrocessioni, una Serie C2, caldo, freddo neve, ed acqua a non finire, manganellate, lacrimogeni, fuggi fuggi, truffe, soldi, caffeini imbevibili, cassatine e cornetti, birrini e panini con la salsiccia, code sul viale dei mille, corse per arrivare in tempo, fughe dai vigili, parcheggi impossibili, trasferte improponibili, e tanto tanto teanto tempo.
Seguirò in modo meno partecipato le avventure di quella che era la mia Fiorentina.
Se, e quando il calcio cambierà, riprenderò in considerazione l’ipotesi di tornare al Comunale/Franchi.
Per ora un sincero “Addio Merde”.
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