San Conflitto d’Interesse, protettore del politico italiano

Riporto un estratto dal blog di Beppe Grillo di questa settimana, che pubblica una lettera di un giudice di bologna, che mi sento di sottoscrivere a pieno.
“una legge dello Stato (n. 361 del 1957) prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più.”
Aggiungo io, la legge recita testualmente:
“1. Non sono eleggibili inoltre:
1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;
”
prosegue sul blog
“D’Alema, il 15.9.2000 alla Festa dell’Unità di Bologna aveva dichiarato che “Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità; la decisione della Giunta per le elezioni è stata una finzione”.
Governava ancora il centrosinistra e il cuore dei legalitari si era aperto alla speranza. Ma quando, qualche mese più tardi, gli è stato chiesto perché non si era risolta la questione, ha incredibilmente risposto “abbiamo rispettato il voto di tanti milioni di italiani“”
Sul sito di Forza Italia, in merito alla legge sul conflitto di interessi, si legge:
“se fosse stato davvero importante fare questa legge, perché i quattro governi di sinistra che si sono succeduti nella scorsa legislatura non hanno provveduto? Come si spiega che nella scorsa legislatura la legge che regola il conflitto d’interessi fu presentata alla camera proprio da Forza Italia (Franco Frattini), fu approvata all’unanimità e quando arrivò al Senato fu bloccata e messa in frigorifero? Perché, se non per trarne vantaggio in campagna elettorale, come argomento di polemica politica? “
Sul blog, il giudice bolognese, conclude, rivolgendosi alla sinistra,
“Cercate di essere sempre più credibili e magari smettete anche voi di candidare nelle liste elettorali persone con condanne definitive: non è accettabile che chi non potrebbe accedere ad un posto di bidello possa rappresentarci in Parlamento.
E da quando la miglior difesa è la difesa?
La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:
- 1. Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.
Se qualcuno sostenesse (ma vorrei sapere con quali argomenti) che questo è esagerato o, diciamo, non pragmatico, sono disposto a passare al punto - 2. La nuova, vera, legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una Tv, e al punto
- 3. Chi ha anche una sola quota in una concessione Tv non può essere eletto in Parlamento.
Tenete conto che i punti 2) e 3) facevano parte del programma dell’Ulivo nel 1996. Coerenza vuole che oggi si rimedi alle incoerenze altrui.”
E’ lecito pensare che una legge molto restrittiva in materia di conflitto di interessi, sia in realtà scomoda a più parti?

